L’ascolto attivo diventa un’arte rara

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L’incapacità di ascoltare prolunga discussioni, pregiudica trattative, danneggia relazioni e carriere.

Esistono molti programmi di formazione su come comunicare in pubblico e parlare di fronte a un’audience, ma raramente ci si iscrive a un corso per scoprire tutti i segreti dell’’ ascolto attivo.

Anche prima dell’era delle distrazioni digitali, uno studio del 1987 aveva dimostrato che, dopo una piccola distrazione,  le persone riuscivano a ricordare solo una minima parte di una conversazione faccia a faccia.

Nuovi media, nuove tecnologie e nuovi modi di interagire attraverso i social ci stanno spingendo sempre più verso il multitasking che, rivedendone il significato, potrebbe essere definito come il fare molte cose simultaneamente non prestando piena attenzione al singolo compito.

Molte persone riescono a pensare con una velocità doppia rispetto alla velocità media del parlare permettendo così alla mente di distrarsi perdendo così vocaboli e dettagli importanti della conversazione.

Si sprecano energie nel concentrarsi su cosa dire dopo, nel come controbattere l’altro in una negoziazione o peggio ancora nell’ interrompere offrendo una soluzione ancor prima che di aver identificato il problema o le necessità dell’interlocutore.

Uno dei maggiori ostacoli all’ ascolto attivo è la tendenza comune a filtrare e giudicare le parole degli altri  basandoci su preconcetti, attitudini e sentimenti.

Uno studio del 2011 sui Comportamenti Organizzativi e sui Processi Decisionali ha dimostrato che più è alto il grado nell’organigramma maggiore è la probabilità che non si ascoltino i consigli degli altri.

Nel corso degli anni anche la capacità di ricordare qualcosa sta man mano decrescendo dovuto principalmente al fatto di poterlo ricercare su Google da un dispositivo mobile sempre connesso.

In molte aziende parlare sembra essere più importante che ascoltare o perlomeno questo è ciò che molti pensano. Molti manager pensano che debbano essere loro a trovare gran parte delle soluzioni e ad avere una risposta sempre pronta.

I programmi di formazione e soprattutto di coaching sul campo studiati dalla The Academy focalizzano su come prestare attenzione all’interlocutore, dal tono di voce all’espressione facciale, ponendo domande mirate per ottenere maggiori informazioni.

Queste tecniche ci aiutano nel costruire rapidamente una buona relazione con l’interlocutore. Pensiamo ad una situazione di vendita: migliore relazione significa dover al limite gestire domande ridurre il tempo di trattativa, il contrario significa conflitto e tempo investito nel difendere un prezzo piuttosto che evidenziare il valore del prodotto o del servizio offerto.

Per maggiori informazioni su programmi formativi per aziende o per singoli info@theacademy.it

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